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Istria Fiume e Dalmazia ESODO ISTRIANO In ricordo dei 350.000 Istriani Fiumani e Dalmati Tags: Istria fiume dalmazia esodo istriano istria parenzo rovigno pola trieste foibe confine orientale italia |
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ISTRIA, FIUME E DALMAZIA: SONO ITALIA, SONO CASA MIA! In ricordo degli esuli istriani e dalmati e dell'atrocità dei comunisti del boia Tito! NON VINCERETE MAI, NOI SIAMO ANCORA QUI PER CHI VUOL RICORDARE...SIAMO ANCORA QUI PE CHI VUOL DIMENTICARE... ISTRIA FIUME E DALMAZIA NE SLOVENIA NE CROAZIA Tags: analisi dei fatti di cronaca documentario propaganda politica ades venezia giulia terra rossa non nobis domine ultima frONTIERA |
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LESINA ISOLA E CITTA' Dalmazia ADES Video illustrativo della citta' di Lesina (sull'omonima isola), in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO LESINA ISOLA E CITTA', IN DALMAZIA ISOLA DI LÈSINA Si trova fra le isole della Brazza, a nord e di Curzola, a sud; ed è divisa dalla penisola di Sabbioncello nei pressi del fiume Narenta. Ha un litorale roccioso ripido con una catena di boscose colline calcaree. Il clima è delicato e fioriscono non soltanto le viti e gli ulivi, ma una foltissima vegetazione di lavanda e rosmarino. La coltura di queste piante, della costruzione di barche, della pesca e della preparazione dell'essenza e dei liquori di rosmarino e lavanda sono le risorse principali degli isolani. Dopo 400 anni passati sotto Venezia, di cui fu la più grande base nell'adriatico, passò all'Austria nel 1797 e, alla Francia nel 1805 e, dopo aver subito un attacco russo nel 1807, tornò all'Austria e, da allora, anelante alla sua redenzione, ha fornito il suo contributo di uomini per l'unità d'Italia. Cittavecchia di Lesina. Nella parte est dell'insenatura omonima, sulla costa settentrionale dell'isola di Lesina. È la più vecchia città dell'isola, ove nacque il poeta Pietro Ettoreo. Accanto al battistero paleocristiano della chiesa di San Giovanni ci sono altri monumenti religiosi (chiese rinascimentali e barocche). Verbosca è sistemata in fondo ad un'insenatura protetta. Il villaggio è fondato nel Quattrocento, ricostruita dopo l'attacco turco del 1571. Il monumento architettonico più importante è la chiesa--fortezza (1575). Gelsa, fondata nel Trecento, ha l'aspetto di un paesino dell'Ottocento, in cui la navigazione era più fiorente (il porto è del 1830), ma in cima alla collina sono adagiate la fortezza e la chiesa della Madonna (1535). All'estremità orientale sorge il paesino di San Giorgio (vedere il castello). Lesina (citta'), posta in un'insenatura nella parte sud-ovest dell'isola con di fronte le Isole Spalmadori è il capoluogo, ha uno straordinario Arsenale, al cui interno si trova il teatro più "antico" d'Europa. Il nucleo storico della città è a sinistra della Piazza (Città sotto la Fortezza), mentre quella nuova (il Borgo) si è sviluppata a destra, vicino al porto. Lesina è uno dei centri turistici più visitati, per i suoi monumenti architettonici, tra cui spiccano i resti delle mura cittadine, la Loggia, l'Arsenale e la cattedrale cinquecentesca di Santo Stefano. Nel convento di San Francesco si trova un noto quadro dell'ultima cena e il coro rinascimentale. Sono originari di Lesina il poeta Annibale Lucio, un ramo della famiglia (de) Lupi(s), il botanico Matteo Botteri, le famiglie Paladini, Gazzari, Leporini. Tags: LESINA ISOLA Dalmazia ADES San Severo Foggia sansevero alessandro marco Fusco alessandrofusco italia hvar dalmatia |
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SEBENICO Dalmazia ADES Video illustrativo della citta' di Sebenico, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO SEBENICO Città della Dalmazia settentrionale, sul lato orientale del vallone omonimo percorso dal corso inferiore del fiume Cherca. L'ingresso al vallone avviene attraverso lo stretto Canale di S. Antonio. La città è situata su una piattaforma di fronte all'ingresso del vallone. Dal 1412 si diede alla Repubblica Veneta, rimanendovi parte fino al 1797. Con i veneziani, la città era difesa dal castello che la dominava dal colle di San Michele e dal quale scendevano le mura che la chiudevano, oggi scomparse. L'aumento delle gittate delle artiglierie, spinse i veneziani a rafforzare il vecchio castello già nel 1448, e a trasformarlo via via, fino al '600, nelle attuali forme di forte bastionato chiamato Sant'Anna. Nel 1646 vennero costruiti il forte San Giovanni e il forte Barone (oggi Subicevac). Verso il mare, a controllare l'ingresso al canale di Sant'Antonio che immette nel porto, è ancora il cinquecentesco forte di San Nicolò, del Sanmicheli, le cui forme e concezioni, rimandano immediatamente al forte di Sant'Andrea a Venezia. La città vecchia raggruppata a scaglioni attorno al suo vecchio castello è disposta a gradinata, per cui venne detta anche "piccola Genova"; è un dedalo di strette calli. E' da visitare la Piazza dei Signori, in stile veneto con la Loggia Grande, portata a termine nel 1542, con accanto la Loggia Piccola e il Palazzo del Conte. Il monumento principale è la maestosa la Cattedrale di San Giacomo, l'esempio architettonico rinascimentale più bello di tutta la Dalmazia, la cui paternità è di Giorgio Orsini detto il Dalmatico. Di stile gotico, è costituita da tre navate. Uniche al mondo, le 71 espressive testoline scolpite con i volti dei sebenzani che Orsini fissò alle pareti esterne delle absidi; bellissimo il battistero interno alla chiesa decorato con bassorilievi, sculture e capitelli musicali. Che sono una meraviglia: ciascuna delle otto foglie scolpite che li adorna emette una nota cosicché, toccandole in sequenza tutte e otto, si suona l'intera scala. Un'altra chiesa interessante è quella di S. Giovanni. Dalla Fortezza di S. Michele si gode vista notevole. Sebenìco fu patria dello scrittore e patriota Niccolò Tommaseo e venne retta fino a fine Ottocento da una amministrazione italiana. Dopo la Prima guerra mondiale fu occupata dalle truppe italiane in forza del Patto di Londra, ma nel Trattato di Rapallo fu ceduta alla Jugoslavia e consegnata il 13 giugno 1922. Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, venne riannessa all'Italia. Il Parco nazionale della Cherca. Vicino a Sebenico, sulla strada per Tenìn, merita attenzione il Parco Nazionale della Cherca. Il parco, esteso per 111 kmq, si snoda lungo il corso del fiume Cherca (o Tizio), il quale nascendo nelle altitudini impervie delle Alpi Dinariche, giunge a valle formando un ampio bacino tra i monti. Una porzione del parco comprende anche la parte finale del fiume Cicola, fino alla sua affluenza nella Cherca. Risalendo il corso del fiume, si incontrano sette serie di cascate, tra cui la più bella è quella più vicina al mare (la Grande cascata di Scardona). Dal fiume emergono l'isolotto di Pietra Arida con un antico convento francescano, e sulla riva, più a monte, sorge il monastero ortodosso di Sant'Arcangelo. L'arcipelago di Sebenico. È costituito da numerose isole, isolette e scogli, compresi tra l'arcipelago delle Incoronate e Punta Planca. Ne fanno parte le isole di Morter e di Crappano. Mortero è l'isola più grande dell'arcipelago ed è collegata alla terraferma da un ponte di 40 m nell'abitato di Stretto il cui centro storico è situato nell'isola, ma l'abitato si estende anche sulla terraferma al di là del ponte. Da vedere la chiesa di S. Spirito del Cinquecento e la svettante torre campanaria. Dall'altra parte dell'isola giace il tranquillo paese di Mortero che sorge nei pressi dell'antico abitato romano di Colentum; da visitare la chiesetta di San Rocco. Le altre isole sono Zuri, Slarino e Capri (molto più piccola dell'omonima isola napoletana) con le caratteristiche coste frastagliate. Tags: SEBENICO Dalmazia ADES San Severo Foggia sansevero alessandro marco Fusco alessandrofusco alessandromarcofusco italia |
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RAGUSA Dalmazia ADES Video illustrativo della citta' di Ragusa, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO RAGUSA IN DALMAZIA Città della Dalmazia meridionale, sorta ove la fascia costiera quasi si annulla sotto le pendici del Monte San Sergio, nel ben riparato Canale di Val Cassone dentro la fronteggiante isola di Lacroma, una delle ultime dell'arcipelago dalmata. Gli abitanti fuggiaschi della colonia greca e poi romana di Epidauro, che sorgeva più a sud, costruivano l'attuale Ragusa di Dalmazia sull'isolotto roccioso di Laus, da cui prenderebbe il nome, dove oggi sorge la parte meridionale della città , separata dalla terraferma da uno stretto canale, riempito in tempi posteriori a formare l'arteria maggiore della città ("Lo Stradone"). Fu una Repubblica che ebbe come lingua ufficiale il latino fino al 1472 e poi l'italiano, essa pagava un interprete per tenere i rapporti con gli slavi del comprensorio. Il nome serbocroato di Dubrovnik (inizialmente Dabrovnik, dal turco Tabrovnik) con cui venne ribattezzata nel 1918 dallo stato degli Slavi del sud (Iugoslavia) deriverebbe dal nome del quartiere esterno alla possente cinta muraria così chiamato perché gli slavi lì accolti da Ragusa erano detti "dubroni", forse dal termine quercia. Distrutta in gran parte da un terremoto del 1667, Ragusa di Dalmazia è stata ricostruita con un piano regolatore rinascimentale molto moderno, con le "calli", diversamente dalle altre città dalmate, disposte parallelamente fra loro ad incontrare ad angolo retto lo Stradùn, che da Porta Pila, scende fino alla Torre dell'orologio, verso il mare. Rimangono preziosi monumenti dell'arte romanica e del rinascimento, con una gran massa di costruzioni simmetriche sormontate da cupole e campanili, di aspetto tipicamente italiano. Di particolare interesse sono la Piazza della Loggia, la chiesa di S. Biagio, palazzo Sponza sede degli Archivi, il palazzo dei Rettori e le mura della città . "Non bene pro toto libertas venditur auro" è inciso sulle porte della fortezza di San Lorenzo. Un monito di cui la Repubblica di Ragusa ha tenuto conto. Applicandolo anche pagando tributi a veneziani, turchi e ungheresi, per la propria libertà . I monumenti. La Fontana di Onofrio (alimentata con un acquedotto costruito per sopperire ai problemi idrici) reca la firma di due italiani, Onofrio della Cava e Pietro da Milano, uno napoletano e l' altro milanese. . Si passa poi a una serie di 17 conventi e chiese tra cui la cattedrale con il suo tesoro di reliquie in oro e argento, il bellissimo Palazzo del Rettore in stile gotico, dove si amministrava anche la giustizia e poi lo Stradùn, cuore pulsante della città . Culmina nella piazza principale dove si trovano la Colonna d'Orlando simbolo della città e la quattrocentesca Torre dell'Orologio. Le spettacolari mura di Ragusa furono erette da artisti italiani nel Quattrocento. I veneziani si occuparono dell' erezione del Duomo (al cui interno si conserva una tela di Tiziano) e innalzarono la barocca chiesa di S. Biagio con quella dei Gesuiti (progetto di Andrea Pozzo). I Veneziani annetterono Ragusa nel 1205, e vi esercitarono la sovranità mediante un rappresentante del Doge fino al 1358, quando la città riconobbe re Luigi il Grande d'Ungheria. Meno di mezzo secolo dopo riuscì a rendersi indipendente dall'Ungheria, ma vassalla. Nel 1403 si diede la sua Costituzione di repubblica aristocratica: solo la nobiltà dirigeva la politica estera e interna, mediante un Consiglio Maggiore ed uno Minore; il potere esecutivo era affidato ad un magistrato elettivo, il Rettore. Tags: RAGUSA Dalmazia ADES San Severo Foggia sansevero alessandro marco Fusco alessandrofusco italia |
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Patriottismo - La Dalmazia http://patriottismo.forumcommunity.net/ ISCRIVETEVI!!!!!! Tags: patria italia lingua italiana istria fiume dalmazia slovenia croazia piave inno di mameli patriottismo |
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2a giornata Serie A: Brothers Dalmazia - Kikc 2a giornata Serie A: Brothers Dalmazia - Kikc Tags: Torneosannazaro |
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Bombe su RAGUSA in Dalmazia (ass. ADES) 1991 - ex yugoslavia Bombe su RAGUSA in Dalmazia (ass. ADES) 1991 - ex yugoslavia. Video relativo al bombardamento nel 1991 da parte della marina federale yugoslava (serbo-montenegrina) sull'indifesa citta' di Ragusa (in serbocroato dubrovnik ), in Dalmazia, citta' d'arte e di cultura anche italiana. In seguito alla dissoluzione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia ed alla successiva guerra, la città si trovò quasi sulla linea del fronte ed il 6 dicembre 1991 venne bombardata dalle forze armate jugoslave (in particolare montenegrine) dalle montagne alle spalle della città . Le bombe causarono molte vittime e non risparmiarono neppure il centro storico, che venne notevolmente danneggiato. Con la fine delle ostilità la città si è velocemente ripresa ed ha ripreso infine la sua vocazione culturale e turistica, come tutta la costa dalmata. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO. www.amf.too.it Tags: RAGUSA Dalmazia ADES San Severo Foggia dubrovnik hrvatska bomb bombe yugoslavia guerra sangue morte croatia dalmacija |
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capodanno 2008 in via dalmazia ecco come si festeggiava in via dalmazia a mezzanotte del 1/1/08 Tags: fuochi di artificio bari capodanno via dalmazia gorizia corfu madonnella 2008 botti |
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SPALATO Dalmazia ADES Video illustrativo della citta' di Spalato, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO SPALATO In età romana, la città di Salona diede i natali all'imperatore Diocleziano che intorno al 300 d.C. fece costruire il proprio palazzo. Quando, all'inizio del VII sec. Avari e Slavi assalirono Salona, gli abitanti si rifugiarono nel palazzo, protetto da spesse mura larghe 2 metri e da sedici torri. Il mausoleo dell'imperatore fu consacrato duomo di San Doimo, mentre il tempio principale divenne un battistero. La pianta ricalca quella del castrum romano (l'accampamento militare); il materiale da costruzione venne portato dall'isola della Brazza e dall'Egitto. Quando il palazzo fu realizzato, il mare arrivava fino alle mura meridionali e la Porta Bronzea serviva per le operazioni di scarico delle navi. Gli appartamenti privati dell'imperatore sono andati distrutti durante la II Guerra mondiale, mentre le cantine sotterranee, ben conservate, ospitano oggi esposizioni artistiche. Un corridoio conduce dai sotterranei al peristilio, un grande cortile con colonnato al centro della cittadella. Spalatro diventò Spalato dopo il 1850. La Porta Aurea rappresentava l'ingresso principale alla cittadella e si trova ad est del peristilio, l'antico mausoleo. L'interno è a pianta circolare; il fregio che adorna le colonne mostra il ritratto dell'imperatore e di sua moglie Prisca. La preziosa Flagellazione dell'altare è opera di Giorgio Orsini. Di fronte all'ingresso del mausoleo, una stretta stradina porta al tempio di Giove, poi consacrato a San Giovanni come cappella battesimale. Nel corso dei secoli, il palazzo di Diocleziano si trasformò in una vivace cittadina; molti degli edifici antichi furono demoliti per fare posto ai nuovi. La Porta Argentea era dotata di due imponenti torri ottagonali; ai piedi della chiesa di San Domenico si tiene ogni giorno il mercato. Nel Museo archeologico della città si segnala il sarcofago di Fedra e Ippolito. La vicina collina di Marian è ricca di verde e sede nell'antichità di un tempio romano dedicato a Diana. L'influenza italica si fa sentire grazie al persistere nei secoli di un forte nucleo di popolazione italofona, tanto che per gran parte del 1800, l'Italiano era l'unica lingua utilizzata in città , pur se le campagne erano sempre più popolate da croati. A partire dal 1882 (con la caduta della Giunta retta dal Partito Autonomista di Antonio Bajamonti) Spalato venne governata da partiti filocroati (puntari) che avevano raggiunto ormai la maggioranza, relegando i filoitaliani (tolomasi) ad una minoranza, che vide diminuire progressivamente la propria influenza in città . Con la dissoluzione dell'Impero asburgico in seguito alla Grande Guerra, dopo un breve periodo in cui fu amministrata militarmente dall'Italia, entrò a far parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, con il successivo esodo di gran parte della popolazione italiana e la chiusura delle scuole. Con il ritorno dell'Italia nel periodo 1941-1943 divenne provincia, per poi tornare, nel dopoguerra iugoslava. Salona. Antica cittadina romana fondata nel 78 a.C., è oggi un sito archeologico di grande interesse. Oltre a numerosi templi e ben sette terme, possedeva un grande anfiteatro. Al centro della divisione di Diocleziano fra impero d'occidente e impero d'oriente, Salona acquisì grande importanza commerciale. Centro del Cristianesimo dell'antichità , la cittadina conserva numerose basiliche e una necropoli paleocristiana. Certo l'imperatore Diocleziano, accanito persecutore di cristiani, non avrebbe mai immaginato che il suo mausoleo si sarebbe trasformato in cattedrale e il Palazzo, dapprima, in un rifugio per profughi provenienti dalla Salona romana e poi in una vera città , Spalato. Nei pressi di Salona si trovano le sepolture dei primi martiri cristiani, i resti di acquedotto, terme e anfiteatro e una cattedrale protocristiana dalle mura ben conservate. Tags: SPALATO Dalmazia ADES San Severo Foggia sansevero alessandro marco Fusco alessandrofusco alessandromarcofusco italia |
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Brothers Dalmazia - Neapolis Fai clic per aggiungere una descrizione... Tags: Fai clic per aggiungere le parole chiave... |
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Freelance Vela crociera in Dalmazia aprile 2008 Dall'isola di Vis a Korcula con scirocco 30 nodi. Tags: freelance vela crociere barca vacanze mare adriatico mediterraneo altura yachts sailing holidays |
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ZARA Dalmazia ADES Video illustrativo della citta' di Zara, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO ZARA Il centro storico di Zara si estende su una stretta penisola e un tempo era racchiuso da una cerchia di quattro porte, di cui ne sono rimaste soltanto due: la Porta Marina, del 1560, e quella di Terraferma, quest'ultima costruita nel 1543 su progetto di Michele Sanmicheli, raffiguranti il patrono della città S. Crisogono e il leone di S. Marco. Intorno alla fortezza distrutta è stato costruito un grande parco che ospita oggi il Museo Archeologico. All'interno della chiesa di San Donato ci sono interessanti reperti ritrovati nell'insediamento dei Liburni e in tombe della Dalmazia settentrionale. In Piazza delle Erbe si trova, superstite delle bombe, un'antica colonna romana, utilizzata dai Veneziani come gogna, oltre alla torre medievale, unico resto delle mura cittadine. La chiesa di San Simone, costruita sulle fondamenta di una chiesa del V-VI sec., ospita le spoglie del santo in un sarcofago di epoca tardo romanica, un eccezionale lavoro in argento realizzato nel XIV sec. dall'orafo milanese Francesco da Sesto. Da questo punto si diparte il Decumano romano, ancora oggi il principale asse est-ovest della città . Il Museo Etnografico si trova nell'antico edificio della guardia cittadina con la splendida loggia, che dà sulla piazza principale. La loggia del XII sec., ristrutturata dal Sanmicheli è oggi sede di esposizioni. Il centro religioso di Zara è costituito da due chiese e un monastero. La chiesa di San Donato è un'imponente rotonda del IX sec., costruita sullo spazio che un tempo ospitava il foro cittadino. Oggi è una bella sala di concerti. La chiesa di Santa Maria appartiene invece al vicino monastero benedettino del XI sec., ristrutturato nel XVI sec. Il duomo di Santa Anastasia rappresenta una delle basiliche più imponenti della costa adriatica occidentale. Nel 1324 fu realizzata la splendida facciata a tre portali, con due archi ciechi a incorniciare altrettanti rosoni. Nel timpano centrale è raffigurata la Madonna con i santi Zoilo e Anastasia. La chiesa dedicata a San Crisogono risale al XII sec. Le pareti esterne degli absidi sono decorate con archi ciechi di rara bellezza. Dopo i bombardamenti americani che rasero al suolo gran parte dell'antica cittadina nel 1944 ed il conseguente esodo totale della popolazione, nel 1958 gli zaratini superstiti, dopo aver solennemente dichiarato che il comune "si afferma e si incardina soprattutto nella libera volontà unanimemente espressa dai cittadini", e di voler, "forti del diritto millenario della stirpe.... mantenere intatta la tradizione municipale", plebiscitariamente deliberarono la costituzione del "Libero comune di Zara in esilio", associazione storica dei dalmati italiani, al fine di ricomporre "la unità municipale di un libero comune italico", di "mantenere fra i cittadini associati gli antichi vincoli di concordia civica, continuando in Patria il culto delle tradizioni cittadine" e di "rivendicare in nome della storia e della cultura italiana della Dalmazia, il diritto ad un libero plebiscito per il ritorno alla Patria dei padri" ed il 29 settembre '63, nel Palazzo ducale di Venezia, elessero il loro primo sindaco. L'attuale "sindaco" è lo stilista Ottavio Missoni, in foto, ragusino di nascita. ------------------------ Btg. Bersaglieri Zara Il 12 novembre 1920 fu siglato tra Italia e Jugoslavia il trattato di Rapallo, che prevedeva la cessione di Fiume all'Italia e la Dalmazia alla Iugoslavia esclusa Zara. Il 9° Rgt. Bersaglieri arrivò a Zara nel 1924 e la lasciò il 21 gennaio 1936, ed al suo posto rimasero due btg. Mitraglieri e un btg. Bersaglieri di nuova costituzione, che per l'appunto prese il nome di "Btg. Bersaglieri Zara", a giugno dello stesso anno fu equipaggiato con le biciclette, e divenne dunque "Btg. Bersaglieri Ciclisti Zara". Gli elementi zaratini presenti nei suoi quadri, in special modo fra gli ufficiali, erano numerosissimi; ciò contribuì a conferire al reparto un elevato spirito "di corpo", accentuato dalla sensazione di isolamento che il battaglione viveva assieme alla città . Tags: ZARA Dalmazia ADES San Severo Foggia sansevero alessandro marco Fusco alessandrofusco alessandromarcofusco italia |
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CATTARO Dalmazia ADES Video illustrativo della citta' di Cattaro, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO CATTARO Città marittima della Dalmazia, situata nella parte più interna delle Bocche omonime, ai piedi del Monte Leone. Chiusa entro le mura veneziane, tra la Fiumara, la Marina e l'incombente montagna, Cattaro ha strade strettissime e una breve piazza (Piazza d'Armi) con la torre dell'orologio, dove era la gogna. Il duomo cattolico di San Trifone, già antico edificio romano, fu distrutto dal terremoto del 1563 e ricostruito con due campanili barocchi. La cattedrale ortodossa di San Nicola è del 1909. Il paese dà il nome a un golfo che si presenta come un fiordo, l'unico del mediterraneo, che intacca profondamente la costa all'estremità meridionale della Dalmazia. Esso è composto da tre bacini successivi, che formano la Baia di Topla, a cui fa seguito il canale di Combur, che sfocia nella Baia di Tèodo. I monti Cossovich e Grande formano un'altra stretta (detta Le Catene) a nord di cui vi sono i golfi di Risano a sinistra e di Cattaro a destra, su cui incontrano le propaggini dirupate del Monte Leone. I pendii che degradano alle Bocche, sono sparsi di piccoli centri abitati in mezzo a fertili coltivazioni. Fra le maggiori cittadine è Castelnuovo di Cattaro, la più a nord, che guarda con le sue torri veneziane l'ingresso del mare; all'angolo estremo del golfo settentrionale del più interno bacino, Risano, fondata nel II secolo a.C.; Perasto, il fedele borgo veneziano di fronte alle Catene. Dopo la breve parentesi della provincia italiana di Cattaro 1941-1943 (Governatorato della Dalmazia), oggi il territorio delle Bocche di Cattaro appartiene al Montenegro. A sud di Cattaro vi sono alcuni paesi dal tipico aspetto delle città di frontiera veneziane: Budua, Castellastua, Santo Stefano e Spizza. Ancora più a sud, vi sono le cittadine di Antìvari (così denominata per essere agli antipodi rispetto alla pugliese città di Bari) e Dulcigno; proseguendo per la costa adriatica, si arriva al fiume Boiana, che segna il limite naturale della Dalmazia e l'odierno confine tra Montenegro e Albania. Tags: CATTARO Dalmazia ADES San Severo Foggia sansevero Fusco italia crnagora crna kotor boka kotorska girls of montenegro |
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Freelance Vela crociera in Dalmazia aprile 2008 Cambio della guardia al timone Tags: freelance vela crociere barca vacanze mare adriatico mediterraneo altura yachts sailing holidays |
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TUTTA LA VERITA' SULLE FOIBE IN ISTRIA DALMAZIA The truth of Italians' extermination made by the communists at the end of the WWII. Note that this violence has continued for 20 years, and it has encountered and end only in 1967. Tags: salute studi umanistici lingua media scienze sociali |
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San Severo 10 febbraio 2008 giorno ricordo FOIBE ESODO Istri DUE PAROLE SU FOIBE ED ESODO DA ISTRIA, FIUME E DALMAZIA di ALESSANDRO Marco FUSCO (delegato A.D.ES. per la Puglia e la Basilicata) Opuscolo informativo a cura dell'associazione A.D.ES. delegazione provinciale di Foggia La storia è raccontata dalle pietre, dalle vite delle persone e dagli accadimenti in se, per questo quando si parla di Dalmazia, di Istria o di Fiume d'Italia è per forza di cose che, per mio modo di vedere, tutti gli accadimenti piccoli o grandi accaduti nella settore nord orientale d'Italia, dall'impero romano (se non prima) fino ad oggi devono considerarsi per necessità di Nazione come parte integrante della Storia d'Italia. Per questo motivo chiunque affronta i fatti del passato più o meno recente deve considerare anche queste terre come parte integrante della nostra Nazione, nel bene e nel male, nelle vittorie come nelle sconfitte belliche e di civiltà . Per diversi motivi, fino ad oggi in Italia era quasi proibito parlare di Istria, Fiume e Dalmazia, particolarmente per il periodo che va dal 1943 al 1954 e più vastamente per l'intero novecento (irredentismo, prima guerra mondiale, impresa fiumana di D'Annunzio, la riunificazione di Trieste nel 1954 e le storie degli Italiani rimasti al di là della cortina) e soprattutto nelle scuole o nelle università , ma oggi per fortuna non è più così. Finalmente possiamo parlare abbastanza liberamente di quegli Italiani (con la I maiuscola) morti non perché "fascisti", ma solo perché Italiani vittime dell'odio di razza e di una cultura barbara contraria all'uomo. Per saperne di più • Su internet. www.adesonline.com http://members.xoom.virgilio.it/foibe/ www.dalmatia.it www.mlhistria.it Tags: FOIBE ESODO ISTRIA FIUME DALMAZIA ladestra destra ALESSANDRO FUSCO ades san severo sansevero foggia croazia kossovo |
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Corteo Ancona 10 febbraio 2008 giornata del ricordo Corteo del "Comitato 10 febbraio" ad Ancona il 10 febbraio 2008 per commemorare i martiri delle Foibe e gli esuli di Istria, venezia Giulia e Dalmazia Tags: Comitato 10 febbraio foibe esuli Istria Dalmazia Ancona Passetto Azione Universitaria Università Europea Giovani Italia |
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Non nobis domine-X MAS 96 Istria e Dalmazia terra italiana Tags: Italia D'Annunzio Fiume Dalmazia Istria Pola Zara Patria foibe martiri Mussolini Trieste Tito Basovizza governo Osimo trattato Italy Gorizia irredentismo |
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Giovanni il Pazzo 1 Giovanni, uno dei personaggi piu' fuori di testa di Firenze...Potete trovarlo ogni notte che si aggira nei pressi di Piazza Dalmazia solitamente accompagnato da una bottiglia di vino. CIIIIIIcIIIIIIIIIIIIIIIIIIII Tags: giovanni piazza dalmazia firenze amatoriale pazzo |
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giovanni il pazzo 2 Giovanni, uno dei personaggi piu' fuori di testa di Firenze...Potete trovarlo ogni notte che si aggira nei pressi di Piazza Dalmazia solitamente accompagnato da una bottiglia di vino. CIIIIIIcIIIIIIIIIIIIIIIIIIII Tags: giovanni piazza dalmazia firenze amatoriale pazzo |
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giovanni il pazzo 3 Giovanni, uno dei personaggi piu' fuori di testa di Firenze...Potete trovarlo ogni notte che si aggira nei pressi di Piazza Dalmazia solitamente accompagnato da una bottiglia di vino. CIIIIIIcIIIIIIIIIIIIIIIIIIII Tags: giovanni piazza dalmazia firenze amatoriale pazzo |
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Crociera parco Kornati Crociera al parco delle isole Kornati in Dalmazia Croazia Tags: Kornati crociera isola Pag Dalmazia |
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Croazia 2008 Delfini Navigando tra le isole della Dalmazia Centrale il Moro incontra i delfini... Tags: Delfini Croazia Dalmazia Moro acquatico |
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Vittoria nostra non sarai mutilata - ADES- LAB.AREA 27 www.laboratorioarea27.org Come da tradizione, Laboratorio Area 27 invita nello splendido scenario del Vittoriale a Gardone Riviera. Quest'anno nel 70° anniversario della morte del Vate (GABRIELE D'ANNUNZIO), Lab. Area 27 vuole unire il ricordo del poeta con quello delle nostre amate terre italiane di Istria, Fiume e Dalmazia. Terre splendide, genti fiere ed orgogliose, forti come la roccia del Carso, roccia bagnata dal sangue dei nostri soldati fino alla Vittoria. VITTORIA NOSTRA NON SARAI MUTILATA...Una frase, un grido, una voglia di riscatto, per quanto mi riguarda ...una voglia di ritornare ...una speranza ... Da qui la collaborazione con l' A.D.ES., affinchè quelle genti e quelle terre vengano ricordate nel loro dramma, non solo nella ricorrenza ufficiale del 10 di Febbraio... Tutto in una serata di poesia e musica, un evento sicuramente alternativo...con sorpresa finale... Chi fosse interessato all'evento è pregato di prendere contatti con i recapiti che trovate nel VIDEO, al fine di poter prenotare per tempo visto il numero limitato di posti dell' auditorium. SARA' UNA SERATA UNICA...IRRIPETIBILE ...NON PUOI MANCARE!!! Ulteriori informazioni riguardo eventuale pernottamento in loco e varie sul sito: www.laboratorioarea27.org (grazie Franz) ------------------- Le immagini d'epoca della citta' di Fiume fanno parte della collezione privata del Sig. Luigi Vianelli consultabili sul sito http://www.istriadalmaziacards.com (gentilmente concesse per questo video). Tags: alternativa vittoria fiume d'annunzio italia dalmazia istria zara vincere duce amf amfdvx san severo |
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Dalmatia, Croatia Parts of the Adriatic coast of Dalmatia, Croatia. Tags: hrvatska croatia croazia dalmacija dalmatia dalmazia zadar biograd pakostane drage pirovac sibenik split gibonni tempera |
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